Guida al Windsurf - Guardare il vento

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Guardare il vento


[23/07/2008]
Salve gente, suona strano vero?
Guardare il vento... ma non sarà un po' come annusare un sapore o gustare un odore ovvero parlare di assurdità? No, niente paura.
Il vento in mare prima di tutto si vede, lo si vede in anticipo prima ancora di avvertirlo sulla pelle. In barca quando la randa è troppo grossa oppure i terzaroli non bastano più, saper vedere il vento può significare tornare a casa senza farsi male. Col windsurf, più banalmente, saper quantificare visivamente l'intensità del vento fa armare la vela giusta al primo colpo oppure in acqua ci porta a navigare verso il vento e ad uscire dalle sacche di bonaccia. Come fare? Leggete, leggete...

Per cominciare...

Quando siete in navigazione o anche seduti sotto l'ombrellone a non far niente o al lago a pescare, provate a guardare l'acqua e vedrete che è segnata dal vento. Basta una minima brezza in qualche parte dello specchio d'acqua e le increspature si faranno visibili, ben prima che le vostre orecchie o i vostri capelli possano avvertire anche la benchè minima perturbazione. Vi renderete conto subito di una cosa: il vento non è distribuito in modo perfettamente uniforme. Questo fenomeno si osserva meglio al mattino con cielo terso, mare piatto e la prima brezza che nasce via via che il sole ascende e la temperatura aumenta.

Specchio d'acqua delle mie brame, qui si plana o è pataname?

Quando la brezza si fa più fresca e la perversione della planata si impossessa di noi, l'osservazione del mare per capire quanto vento ci sia e anche dove esso si concentri maggiormente può risultare molto utile. Al salire della sua intensità il vento dapprima increspa lo specchio d'acqua, poi se si tratta di un vento costante il mare comincia a muoversi. Quando le vele a disposizione del surfista medio non andavano oltre la 6.5, si diceva che per planare si dovevano attendere le "ochette" ovvero le prime schiume bianche sulla cresta dell'onda. In effetti come anemometro naturale funziona piuttosto bene: le prime ochette compaiono con un vento intorno ai 20 km/h ovvero quando una persona di 70 chili ben impostata riesce a planare con una vela camberata di 6.5 mq e una tavola da 110 litri.

Uhm, ci vorrebbe un rinforzino

Bene, finora abbiamo parlato di brezze leggere. Ma quando il vento diventa molto, può aver senso stare a controllare la superficie dell'acqua? Assolutamente sì. Prima di tutto per motivi di sicurezza oppure, se preferite, per navigare a mente libera grazie a un maggior controllo su ciò che sta per accadere intorno a voi. Anche quando il vento basta e non c'è motivo di temere di perdere la planata, l'osservazione dello specchio d'acqua permette di capire dove è possibile trovare più vento, oppure si può capire quanto una raffica abbia le "spalle larghe" ovvero quanto durerà e se noi avremo il tempo di effettuare la nostra manovra preferita. Senza bisogno di essere campioni del freestyle, molti di voi sanno bene quanto sia spiacevole concludere una strambata con poco vento e viceversa; pertanto, visto che non abbiamo le boe a vincolare la nostra navigazione, saper scegliere la raffica giusta permette di divertirsi di più in strambata.
Per ben visualizzare le raffiche, consiglio l'utilizzo di occhiali con lenti polarizzanti: i classici, economici ed indistruttibili Polaroid vi daranno maggior contrasto evitando altresì il fastidio derivante dal baluginio dei riflessi dell'acqua. Nelle località di mare, gli ottici sono provvisti anche di laccetti super economici galleggianti.
A questo punto che dire...buona visione!
Ciao

Urzobaturzo

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